Cucina su misura
Rovere, abete e dettagli nati dall’uso quotidiano.
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Una cucina viva.
Il progetto nasce da un gesto semplice: portare in casa la matericità del legno. La ricerca più lunga è stata trovare le giuste vibrazioni tra superfici, luce e piccoli segni quotidiani, in un dialogo tra antico e contemporaneo.
Prima della forma, una sensazione
Il calore del pane, la quiete di una piastrella bianca, il contrasto tra legni chiari e scuri. Un ramo levigato dall’acqua e un foro dalle linee morbide: immagini di ricerca per definire il carattere della cucina, non fotografie della sua costruzione.





Cinque frammenti, un’unica atmosfera.
Rovere, abete, luce
La ricerca prende corpo nel piano in rovere e nelle ante in abete. Spigoli e smussi creano pieni e vuoti tra le tavole: la luce disegna ombre che cambiano sulla superficie.



Una maniglia trovata lungo il fiume
Dove serve una presa, il legno recuperato diventa maniglia. Un piccolo elemento irregolare mette in relazione il gesto di aprire con la materia della cucina.

Il lavello scompare nel piano
Un tagliere ricavato dalla stessa tavola di rovere copre il lavello ed estende il piano di lavoro. Il foro permette di sollevarlo e lascia defluire l’acqua nel lavello, senza bagnare il resto del ripiano.




Fatta per viverci
Le venature, le ombre e i segni d’uso appartengono alla cucina quanto i suoi elementi costruiti. Un luogo per preparare, mangiare e riempirsi la pancia.

